Meetup CS, proposta dei M5S

Meetup CS, proposta dei M5S

Il 10 agosto 2017 è stato pubblicato il DCA N. 111 che prevede l'assunzione

di 1.175 unità in ambito sanitario . Di queste, 795 saranno ricoperte da subito, mentre 380 saranno invece da stabilire con un successivo provvedimento commissariale a seguito di un accordo con i diversi dirigenti delle aziende ospedaliere della Regione.
Ora, tutto questo potrebbe sembrare, per l'osservatore distratto, una buona notizia. In realtà, approfondendo l'argomento, ci si può rendere conto che anche questa non è altro che la classica vicenda calabrese nella quale la malapolitica la fa da padrone.
Ecco alcuni dettagli, importante della intera vicenda che sta dietro questo decreto 111.
Il commissariamento della sanità in Calabria risale all'ormai lontano 2010. Il suo scopo originale, almeno nell'intento di chi lo ha indetto in ambito commissariale era, da un lato, risollevare gli scadenti servizi sanitari offerti ai derelitti cittadini calabresi che sempre più numerosi continuavano a scegliere di curarsi fuori regione. Dall'altro lato, il secondo scopo era quello di gestire in maniera più oculata le già poche risorse devolute al SSR e cercare di togliere il dominio su queste da parte dei tradizionali baronati politici calabresi che, da sempre, hanno considerato la gestione della sanità non come un mezzo per garantire al meglio il diritto alla salute dei cittadini (diritto che, ricordiamo, è difeso costituzionalmente) ma semplicemente come un bacino di voti nel quale coltivare impuniti le proprie clientele.
Dopo sette anni di commissariamento la situazione sanitaria in Calabria rispetto ai due suddetti obiettivi è sotto gli occhi di tutti, tanto da poter asserire, senza timore di smentite, che questa situazione non è per niente cambiata, anzi, è peggiorata.
La dimostrazione di quanto sopra si ottiene semplicemente mettendo in evidenza uno dei provvedimenti cardine della gestione commissariale nonchè alcuni dei mancati risultati ottenuti da questa gestione.
Si parte, appunto, dal lontano 2010 quando l'allora governatore-commissario Scopelliti con decreto commissariale (il 18/2010) provvedeva a riorganizzare la rete ospedaliera determinando la chiusura, l'accorpamento e la riconversione di diverse strutture ospedaliere calabresi. Nella sola provincia di Cosenza ben sette strutture ospedaliere subirono questa sorte (Praia, Paola, Acri, San Giovanni in Fiore, Trebisacce, Rossano, Cariati).
Ciò avrebbe dovuto portare, da un lato, ad un cospicuo risparmio di risorse economiche che avrebbero potuto contribuire al rientro dal debito sanitario (scopo specifico del commissariamento) e dall'altro, mediante l'utilizzo appropriato ed oculato delle risorse umane ricollocabili, avrebbe dovuto portare alla creazione di una rete ospedaliera territoriale (basata sugli ospedali residuati alla scure della riconversione. Nella sola provincia di Cosenza: Cetraro, Castrovillari e Corigliano Calabro) più organizzata e più attrezzata e, per questo, capace di arginare la richiesta di salute proveniente dai territori ed evitare che i cittadini riempissero i pronto soccorso degli ospedali hub.
Invece, si è assistito a tutt'altro: un continuo e profuso spreco di risorse economiche verso voci di spesa che nulla hanno a che fare con la salute dei cittadini (basti pensare al caso delle consulenze d'oro presso l'Asp di Cosenza); la mancata riallocazione del personale medico e paramedico proveniente dagli ospedali chiusi o riconvertiti con conseguente cattiva utilizzazione delle risorse umane (vedi imboscati intoccabili) e, quindi, ulteriore spreco di soldi pubblici. Infine, a seguito di quanto sopra, ulteriore riduzione dei servizi sanitari pubblici forniti ai cittadini, particolarmente a livello territoriale, con conseguente assalto, da parte di questi ultimi, dei pronto soccorso degli ospedali hub che sono andati via via rassomigliando sempre più a dei veri e propri ospedali da campo.
Ma il vero è proprio capolavoro della gestione commissariale alla calabrese si è avuta con il reclutamento di nuovo personale sanitario. Su questo capitolo la prima e l'ultima parola l'ha avuta il sub commissario Urbani . La sua mancata firma sul DCA N. 50 (quello delle assunzioni nella sanità) del marzo scorso ne ha bloccato di fatto la pubblicazione. Tutto ciò nonostante lo stesso decreto riportasse la firma sia del commissario Scura che dell'allora Dirigente Generale del dipartimento tutela della salute della Regione Calabria, dr. Riccardo Fatarella e nonostante ben tre decreti commissariali, in precedenza, due con Scura e uno con Pezzi commissario, siano stati pubblicati nonostante la mancata firma da parte di Urbani.
Questo comportamento si può spiegare se si va ad analizzare il contenuto dei decreti che sono stati pubblicati anche senza la firma di Urbani e lo si paragona con l'oggetto del decreto 50. A differenza dei precedenti decreti non firmati da Urbani ma comunque pubblicati, il decreto 50 riguarda le assunzioni di personale in ambito sanitario. In tutta Italia, nel meridione in particolare, nella fattispecie in Calabria e, soprattutto, nella provincia di Cosenza, le assunzioni in ambito sanitario sono state da sempre appannaggio della politica locale per il semplice fatto che i politici locali, in questo modo, si sono potuti garantire lunghe e durature carriere politiche grazie al cospicuo bagaglio di voti che anche un singolo posto a tempo indeterminato in ambito sanitario comporta. Si può immaginare, quindi, quanti voti possano produrre ben oltre 1000 posti a tempo indeterminato.
ertanto, con la sua mancata firma sul decreto 50 il sub commissario Urbani cosa ha voluto dimostrare? Forse che il suo ruolo era più importante dello stesso Commissario Scura e la dimostrazione di ciò sta nel fatto che subito prima della mancata firma è stato promosso, direttamente dal ministero della Salute, a Direttore Generale della Programmazione Sanitaria?
O anche che in questa maniera ha ancora una volta fatto in modo che il suo politico di riferimento avesse l'ultima parola sulle assunzioni in ambito sanitario in Calabria e particolarmente a Cosenza?
Da un recente articolo apparso sul quotidiano del sud il 15/7/2017 la motivazione sottostante la mancata firma di Urbani al DCA 50 sarebbe la non conformità di quest’ultimo alle regole ministeriali sul fabbisogno basate su una fotografia della produzione ospedaliera del 2015. Urbaniavrebbe affermato che in Calabria ci sono 17 ortopedici di troppo, 11 medici nefrologi in eccedenza, 4 cardiochirurghi, 5 chirurghi toracici e 8 ginecologi definiti addirittura “inutili”.
Se queste affermazioni del Dr. Urbani sono vere, appaiono molto giuste e opportune alcune considerazioni:
“se il fabbisogeono di medici nelle strutture ospedaliere, basato su una fotografia dello stato dell'arte addirittura del 2015, parlava di tutti quei medici in eccedenza, se non addirittura “inutili”, aggettivo a dir poco infelice che avrebbe utilizzato il dr. Urbani per la sola categoria dei ginecologi, perché lo stesso Dr. Urbani non si è opposto alla autorizzazione dei concorsi per il reclutamento del personale medico?
Nel solo ospedale di Cosenza, nel luglio 2016 è stato espletato un concorso con il quale sono stati assunti ben cinque nuovi ginecologi. Inoltre, sempre il Dr. Urbani, non si è opposto neanche alla stabilizzazione dei precari storici a tempo determinato con la quale sono stati assunti, solo nell'Asp di Cosenza, altri 4 ginecologi.
Se c'erano, per come avrebbe detto il dr. Urbani, ben “8 ginecologi inutili” sin dal 2015, perché ha permesso che venissero assunti, nella sola Cosenza, almeno altri 9 ginecologi, alcuni mediante concorso e altri mediante stabilizzazione, nell’anno successivo?
Visto che il debito in ambito sanitario della Regione Calabria è molto alto e che per questo motivo la stessa sanità regionale risulta commissariata già dal 2010, non sarebbe stato opportuno, per un più oculato risparmio di risorse, utilizzare al meglio questi cosiddetti 8 ginecologi “inutili” anziché reclutare nuovo personale e, quindi, spendere altri soldi pubblici, mediante concorsi o stabilizzazione?”
In medico mediante gli stessi (probabilmente facente parte della cerchia degli amici),abbia tirato fuori solo ora il problema dei medici in esubero con il solo scopo di giustificare la sua mancata firma del decreto 50 e, con questo, di impedire l'assunzione di altro personale (probabilmente non facente parte della cerchia degli.
Inoltre, è interessante notare che il dr. Urbani aveva annunciato le sue dimissioni da sub commissario già nel giugno scorso ma le stesse sono state formalizzate solo ad inizio agosto. Tutto ciò forse perché si è voluto sincerare che tutte le sue richieste comparissero nel DCA 111 e, solo dopo aver avuto questa certezza, ha formalizzato le sue dimissioni?
Tutto ciò avrebbe un senso se, effettivamente, i reparti di ginecologia di Cosenza e provincia avessero delle piante organiche al completo. Invece, non solo non lo sono, ma i medici che ci lavorano sono costretti a sobbarcarsi turni disumani per garantire i LEA e per non far ricadere, ancora una volta sui cittadini, gli errori derivanti dalla gestione politica della sanità..
Questa vicenda dimostra ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, che per fare in modo che il Diritto alla Salute ritorni ad essere semplicemente un diritto garantito dall'articolo 32 della Costituzione italiana è necessario che la politica venga allontanata prima possibile dalla gestione alla sanità altrimenti continuerà a produrre, da un lato, un aumento smisurato del debito sanitario e, dall'altro, la sempre più drastica riduzione dei servizi sanitari forniti alla cittadinanza.
La proposta che il M5S aveva già presentato nella campagna elettorale del 2016 a Cosenza si proponeva proprio questo scopo promuovendo la partecipazione diretta dei cittadini nella gestione del Diritto alla Salute mediante l'introduzione del Manager di comunità come garante del diritto alla salute da affiancare alla figura tecnica del Direttore Generale anche questo non più di mera nomina politica.

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